Il granuloma dentale è una patologia più frequente di quello che si possa pensare. Solitamente emerge tramite una ortopantomografia, cioè una radiografia del la bocca. Il granuloma dentale è causato dall’attività batterica all’interno della radice dentale dove il nervo non è più attivo, quindi nel caso di necrosi pulpare e di devitalizzazione, in quanto il nervo altrimenti reagirebbe con la veicolazione di anticorpi che eliminerebbero i batteri.

Quali sono i sintomi del granuloma dentale?

Le ricerche su granuloma dentale e i sintomi sono frequenti. Purtroppo il granuloma resta silente per anni, né dà nessuna particolare avvisaglia e lo si scopre nella stragrande maggioranza dei casi solo attraverso una radiografia. L’unico sintomo del granuloma dentale può essere la fuoriuscita di un ascesso come conseguenza di un’acuta carica virale all’apice del dente. Il granuloma va sempre rimosso perché se i batteri presenti nella radice del dente dovessero espandersi in altre aree, come reni, fegato o altro, potrebbero causare conseguenze molto più gravi.

Granuloma dentale: le conseguenze

Per quanto riguarda il granuloma dentale, quali sono le conseguenze? Innanzitutto è bene chiarire fin da subito che il granuloma dentale è sempre benigno, ma una diagnosi precoce garantisce che vengano eliminate le possibilità che si tramuti in cancro. È sempre consigliata la chirurgia con l’asportazione, che può essere effettuata anche con il laser. Purtroppo, anche con la rimozione, è possibile che il granuloma si ripresenti. Per questo motivo è consigliata una frequente analisi radiografica.

Come si cura il granuloma dentale

Come curare un granuloma dentale? La terapia è sempre la rimozione. Esistono tre tecniche per farlo, che andremo ad approfondire. La prima è il ritrattamento canalare, che consiste nel rimuovere il vecchio materiale da otturazione canalare e detergere l’interno del dente, sterilizzandolo. La seconda tecnica per la cura del granuloma dentale è l’apicectomia, che consiste nel fare una breccia ossea all’altezza dell’apice del dente e rimuoverlo. Infine l’estrazione dentale.