Le gengive bianche possono essere la spia di un cattivo stato di salute delle nostre gengive. Quando queste sono sane, si presentano compatte, rosa e con un contorno regolare. Attento alle variazioni del loro colore: possono indicare che qualcosa non va bene. Prenota una visita.

Macchie bianche sulle gengive, la leucoplachia

Se vedi le gengive bianche, la situazione può essere determinata da alcuni fattori. Può essere che il sistema immunitario si sia indebolito a causa di stress o di cure pesanti come la chemioterapia. Talvolta si riscontrano in gravidanza. Altre volte, invece, le macchie bianche sulle gengive sono provocate da un accumulo di placca o, ancora, dalla leucoplachia. Con questo termine si fa riferimento a una lesione del cavo orale che riguarda in particolare fumatori e bevitori accaniti, ma anche chi ha avuto infezioni batteriche, chi ha subito traumi di vario tipo e chi soffre di alcune allergie.

Gengive bianche, la candidosi orale

Se a un’ispezione fatta davanti a uno specchio di casa hai notato le gengive bianche, rivolgiti a uno staff di dentisti seri e referenziati, come quelli di Mastinu & Associati, affinché possano fare una corretta diagnosi e mettere a punto un trattamento idoneo. Scegli la sede a te più vicina. Può capitare che le gengive bianche siano il sintomo di una condizione nota come candidosi orale o mughetto. Con queste espressioni si fa riferimento a un’infezione causata dal fungo candida. Il mughetto può manifestarsi in bocca, ma anche in altre parti del corpo, per esempio sulla pelle o nelle parti intime.

Candidosi orale, come intervenire

Le gengive bianche tipiche del mughetto possono essere determinate da diabete non controllato, infezioni da HIV, cancro, sbalzi ormonali come quelli di una gravidanza, stress, fumo, alcol. Qual è il trattamento per la candidosi orale? Se è in forma lieve, il dentista o il medico prescriveranno farmaci antifungini, liquidi, in pastiglie o in compresse, da assumere per almeno dieci giorni. Se l’infezione è più grave e più estesa, potrebbe essere sintomo di altre patologie. Se il fungo si diffonde nell’esofago, potrebbe essere necessario effettuare altri test come un tampone oro-faringeo, un’endoscopia dell’esofago, dello stomaco e dell’intestino tenue e raggi X dell’esofago.